SIRLENE 

Figlia del passato: chi ero ieri

Oì, Ciao Sirlene Piacere! Sono nata a San Paolo del Brasile nel 1993 e non ho mai smesso di muovermi. Trattengo il respiro, osservo le crepe, ci scrivo dentro. Sono una creatura in viaggio, figlia di più mondi e di mille suoni.

"Dolce è il respiro tra le strade di San Miguel Paulista,donna mai diventata madre la solitudine un odore acre,bimbe a rincorre il vento la vita è un capovolgimento cullandoci l'ultima volta sussurandoci della svolta" 

E' il respiro di una donna che ha scelto la libertà per due bambine, piuttosto che vederle crescere tra le strade e le favelas. Una donna che ha donato la possibilità di un futuro diverso: Adottata all'età di tre anni, cresco in Italia, tra l'energia dello sport e l'eco di canzoni che mia madre faceva suonare in casa: De André, Dalla, Battisti, intrecciati alla musica brasiliana, sempre presente come una radice profonda, invisibile e forte. Per 25 anni pratico atletica leggera, una scuola di vita che mi ha insegnato il valore della disciplina, della sconfitta e del rispetto per l'altro. Lo sport mi ha forgiata, ma è con la musica che ho iniziato davvero a fare l'amore.Tutto è cominciato per un colpo di fulmine adolescenziale: "un ragazzo con la chitarra" tranquilli nessun lieto fine romantico, ma un grande inizio musicale: ho preso in mano la vecchia chitarra classica di mia madre e, da autodidatta, ho iniziato a suonare con un libro regalatomi da mia sorella.

"Mondo Ribelle che non avevi molto da fare uomini pazzi che si fanno ancora del male"

Scrivevo canzoni su fogli sparsi, pezzi come "Mondo ribelle" già densi di contenuti sociali. Forse allora non ascoltavo davvero la mia anima, forse avevo paura. Un'esperienza di volontariato in Bolivia ha segnato profondamente il mio cammino. Lì ho capito quanto la voce di un artista possa e debba farsi portavoce anche delle realtà più scomode. Tornata in Italia, mentre studiavo Scienze Motorie a Milano, la musica ha cominciato a prendere più spazio.Milano è stata la mia palestra culturale: ho fatto parte di un Coro multietnico, dove ho incontrato artisti e professionisti che mi hanno aiutata ad ascoltare davvero quella voce interiore.Dai piccoli live nei locali milanesi agli open mic, ho iniziato a esibirmi, a portare le mie canzoni oltre alla cerchia di amici e familiari. Ho lavorato al mio primo progetto discografico un album che oggi riscriverei da capo, ma che conservo nel cuore perché nato con uno scopo solidale: il ricavato è stato devoluto in Bolivia.

Nel frattempo lavoravo: insegnavo a scuola, allenavo atletica, collaboravo in un ambulatorio pediatrico. La musica c'era, sì, ma relegata ai weekend.

Poi, dopo il Covid, durante la settimana di Sanremo, vedo un'artista emergente che mi colpisce. Scopro che ha studiato presso Officina Pasolini. Spinta dalla curiosità, vado a cercare di che cosa si trattasse: Accademia d'alta Formazione per Cantautori e Interpreti.

Ehi tu? Ma fino ad ora dove eri nascosta? Non potevo più ignorare; mi informo, mi iscrivo al bando, supero le selezioni.Lascio tutto: lavoro, certezze, routine. E parto per Roma.

Icaros Prendi la mia anima da questo labirinto fuggiamo e se finiamo in mare? abbiamo trovato il coraggio di osare

Come Icaros ho trovato il coraggio di andare, non ho avuto paura del sole, ho scelto di provare di lanciarmi anche nel vuoto, e anche se le ali avrebbero potuto cedere, e cadere nel mare almeno ho avuto il coraggio di osare.

Icaros prendi 
la mia 
Anima 

Figlia del Presente: chi sono oggi

Sono un'identità ibrida, indisciplinata, figlia di radici profonde e di identità in fuga; Scrivo metafore come amuleti, trasformo le debolezze in ritmo. Convivo con una malformazione genetica che racconto con humor: "Sette sono le note musicali, sette sono le mie dita."

Non mi definisco in un genere: la mia identità artistica affonda nelle origini brasiliane, ma si espande sperimentando altre sonorità.

Sono un canto senza gabbia, un germoglio che spunta tra le fenditure dell'asfalto, una voce che si piega al vento ma non si spezza, che danza scalza tra le spine, che suona dove il silenzio trema.


Diplomata presso l'Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini di Roma, diretta da Tosca con Niccolò Fabi nel ruolo di dirigente, ho ottenuto una borsa di studio con il sostegno della Regione Lazio, che mi ha permesso di sviluppare il mio nuovo album: un progetto profondamente personale, nato dal desiderio di riscoprire le mie radici e raccontare le molteplici identità che mi attraversano.


PRIMITIVI EVOLUTI:  

Primitivi Evoluti è il mio nuovo album, un viaggio sonoro e identitario che mi riporta alle mie origini, alla scoperta delle mie radici brasiliane attraverso la musica; Questo disco è per me un ritorno alle origini, un percorso di riscoperta delle radici brasiliane che porto dentro. Ho scritto testi e musiche di tutti i brani, suono chitarra e basso e ho curato le produzioni insieme a Carmine Calia.

il progetto nasce dal lavoro svolto tra Milano e il Brasile durante tutto il 2025. Gli ultimi due brani, "Mamao Samba" e "Outro (Rapporto Afrodisiaco)", sono stati registrati lo scorso autunno presso lo studio della residenza Casa Liquida di San Paolo, durante un viaggio fondamentale alla scoperta del Paese sudamericano in cui sono nata e verso il quale avverto un richiamo musicale profondo. il viaggio in Brasile ha rappresentato per me molto più di una semplice tappa produttiva: è stato un vero percorso identitario, un'immersione nella cultura e nelle sonorità che mi appartengono e che hanno influenzato profondamente il mio modo di fare musica. L'integrazione di ritmi, strumenti e armonie tipiche del Brasile arricchisce il disco, creando un dialogo autentico tra le due culture che mi abitano, quella italiana e quella brasiliana. Il risultato è un progetto che unisce tradizione e contemporaneità, riscoperta delle radici e sperimentazione.

"Primitivi Evoluti" contiene nove tracce inedite che ho scritto e composto, accompagnata da Edoardo Sola (basso), Giulio Ferro (batteria), Ippolito Pingitore (percussioni), Gioela Scomazzon (chitarra elettrica), Camilla Rolando (tromba) e Carmine Calia (synth).

Al progetto hanno collaborato anche Matheus Boristengo (chitarra) e Amanda Telles (percussioni), musicisti conosciuti a San Paolo durante il mio viaggio brasiliano, mentre ai cori partecipano Rossana De Pace e Didì Garbaccio Bogin.

"Primitivi Evoluti" è una riflessione sul paradosso dell'essere umano contemporaneo. Viviamo in un'epoca che si definisce evoluta, avanzata, consapevole, eppure continuiamo a ripetere gli stessi errori primordiali: la violenza, la sopraffazione, la paura del diverso, la distruzione di ciò che ci ospita. L'album nasce da questa frattura: siamo tecnologicamente evoluti, ma emotivamente e spiritualmente spesso ancora primitivi.

Il titolo non è una provocazione, ma una constatazione. Dentro di noi convivono due forze: l'istinto e la coscienza. L'istinto è la parte più antica, necessaria, vitale. La coscienza dovrebbe essere il segno dell'evoluzione. "Primitivi Evoluti" è lo spazio in cui queste due dimensioni si incontrano, si scontrano e cercano un equilibrio.

L'album parla di umanità prima ancora che di società. Parla del bisogno universale di felicità, di pace, di appartenenza, ma anche dell'assuefazione al dolore, della normalizzazione dell'orrore, dell'abitudine come anestesia collettiva. Racconta un mondo che corre, consuma, giudica, ma fatica a fermarsi, ad ascoltarsi, a riconoscere le proprie responsabilità.

"Primitivi Evoluti" non offre risposte né soluzioni definitive. È un invito alla consapevolezza. Un luogo di ascolto in cui l'essere umano viene messo davanti a se stesso, alle proprie contraddizioni, alle proprie possibilità. Forse evolversi non significa andare sempre avanti, ma tornare all'essenziale, all'origine, per imparare finalmente cosa vuol dire essere umani.


"la musica suona il corpo risponde: espressioni live" 

le 
radici 
non invecchiano 
mai 

CONCERTI 

  • Hiroshima mon Amour (2025) - live Canta Davvero Fino a Dieci 
  • Pane in Piazza – live piazza Duomo Milano
  • Arci Festa Cremona – apertura Canta fino a dieci
  • Apollo Milano (2025) – live "Canta Davvero Fino a Dieci"
  • Barezzi Festival (2024) – prestigiosa rassegna al Teatro di Parma
  • Medici con l'Africa – Biella
  • Festa per la Cultura – Roma
  • Festival Panafricano – Torino
  • Isola Casa Teatro – Milano
  • Superficie Live Show – Officina Pasolini, Roma
  • Amoahbia Festival – Lagolo (TN)
  • Valdilana Festival – Piemonte
  • Archivio Garcia, Frisson, Centro Ottava, Spazio Hydro, e altri ancora.

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